Bandecchi e Vivaldi

ritartto di imprenditore made in italy

Bandecchi & Vivaldi

La qualità è un’arte

Per Bandecchi & Vivaldi non è solo il classico modo di dire.
E’ una storia permeata di arte, dagli albori sino ai giorni nostri.
Entrare in questa tipografia è un viaggio nella bellezza; è uno storytelling scritto a quattro mani dal talento degli artisti e dalla maestria e precisione degli “artigiani del colore” di questa storica tipografia.

Sauro, (nella foto di copertina), è il regista che negli ultimi 40 anni ha rilevato la tipografia e l’ha condotta ai giorni nostri rendendola un punto di riferimento nel panorama delle eccellenze tipografiche italiane.
Nel 1975, rilevò l’azienda dalla famiglia Bandecchi e dalla famiglia Vivaldi insieme a Giuseppe Vannucci e Sergio Vivaldi.

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Quest’ultimo, estremo amante e conoscitore dell’arte, fornisce un impulso decisivo al posizionamento della tipografia Bandecchi & Vivaldi nel campo delle stampe d’arte.
Costruisce un network di relazioni in questo campo così vasto che l’archivio aziendale delle stampe realizzate negli ultimi 40 anni, conta nomi illustrissimi; Mitoraj, Vangi, Guttuso, Modigliani, Greco, Cascella, Cagnoni, Manzù, Oliviero Toscani, Mirò, Javier Marin, Mauro Corda, Aligi Sassu, Botero, Sandro Chia, Giuseppe Uncini, Mimmo Paladino, Park Eun Sun, Kan Yasuda, Jiménez Deredia e tantissimi altri.

A Sauro e Sergio, si affianca ormai da qualche anno la nuova generazione; nuove forze, menti moderne per far spiccare all’azienda il salto definitivo verso l’eccellenza e la modernità .
Marco è la parte grafica dell’azienda, insieme ad Alex.

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Ha il duro compito di accertarsi che tutto torni a livello di riproducibilità dei colori su carta.
E’ il contatto più fidato (insieme ad Alex) di fotografi, pittori, scultori o anche direttori marketing e brand manager, che necessitano della più fedele rispondenza fra l’opera o il progetto di comunicazione e ciò che proviene dal macchinario di stampa.

Alex anch’egli grafico, aveva probabilmente il destino già segnato dalla nascita.

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E’ infatti figlio di un mercante d’arte e per lui non è mai stato così strano crescere cullato dalla bellezza e dall’armonia delle forme di opere come quelle di Botero, Sandro Chia, Wifredo Lam, Sebastian Matta, Julio Larraz e Jiménez Deredia.

Anche Giacomo, il talento lo ha nel sangue.

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Lui è riuscito a trasferirlo in un altro settore dell’arte e della cultura, forse quello più primordiale e universale in assoluto; la musica.
E’ un sopraffino batterista; ha un passato notevolissimo, avendo fatto parte di una band, i Super B, che l’estate di qualche decennio fa ci ha fatto cantare centinaia di volte un remake di Nada.
Adesso conduce con successo una scuola musicale a Pontedera dove forma alla professione di batteristi giovani musicanti e aiuta l’azienda di famiglia nella parte commerciale, grazie al suo lato caratteriale più dirompente e “entrante”.

Il salotto degli artisti

Bandecchi & Vivaldi è arte. Punto.
La respiri in ogni ambito della tipografia.
Sia perché i libri, i manuali, i cataloghi…in poche parole, tutto ciò che è stampato è fatto ad arte.
Sia perché gli spazi interni della tipografia ospitano sovente gli artisti, che si recano non solo per la stampa dei volumi che riproducono le loro opere, ma anche per condividere piacevoli momenti ispirati dall’odore pungente dell’inchiostro.

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Infine anche perché la Bandecchi & Vivaldi è a tutti gli effetti un “museo sonoro”; con il sottofondo musicale delle macchine da stampa in continua produzione, puoi ammirare installazioni e opere degli artisti – amici praticamente in ogni ambiente.
Uno spettacolo puro per gli occhi.

La pennellata di colore che fa la differenza

Beh diciamoci pure la verità; quale mercato non ha sentito la crisi che dal 2008 attanaglia qualsiasi settore merceologico?
Anche la stampa ha sofferto tale contrazione; vuoi per la suddetta crisi, vuoi perché molte aziende sono state estremamente abili nel trovare nella web-print una nuova e importante opportunità di business.

La strategia di Bandecchi & Vivaldi è stata quella di elevare ancor di più la qualità di stampa offerta ai clienti.
Non solo con l’utilizzo di materiali come carta, inchiostri, lastre, certificati di primo ordine da un punto di vista della qualità costruttiva e di lavorazione.

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Ma soprattutto per l’investimento nell’uomo; non è infatti così facile e frequente trovare una professione così antica, così artigiana, così creativamente precisa come quella del tecnico di stampa o come dir si voglia, tipografo.
Professionisti che da decenni sporcano le proprie mani fra gli ingranaggi di questi meravigliosi esseri meccanici che mangiano frettolosamente fogli bianchi di tutte le dimensioni per ridonarli più colorati e splendenti di prima.
Professionisti dotati di una sensibilità tale a cui basta dare quella pennellata magica di ciano o magenta per giungere al colore perfetto da riprodurre su carta.
Sia di fronte a una macchina da stampa offset che digitale.

La forza della squadra

In realtà non di soli tipografi e stampatori vive la tipografia; soprattutto quelle modernamente strutturate.
Molti sono i ruoli e le professionalità richieste.
Due esempi su tutti.
Innanzitutto la produzione deve essere impostata correttamente sotto un piano logistico; in questo ambito Romina, moglie di Marco, ha il carattere di ferro, la grinta giusta e la precisione tutta femminile nel non farsi scappare niente all’interno del piano produttivo.
Individuare il tempo necessario di stampa, il grado di urgenza del lavoro, la quantità di materiale necessario sono i parametri a cui deve fare giornalmente riferimento.

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Mauro e Michele ricoprono invece il ruolo della trasformazione da ciò che si vede a monitor, testo o foto, all’ incisione in lastre.
E’ un passaggio determinante per la più fedele riproduzione di qualsiasi progetto su carta stampata.
E poi c’è tutta la squadra che si modella, si muove, fluida come il fluire delle commesse e dei clienti con i quali si viene in contatto, fra chi taglia la carta, chi assembla copertine e fogli di libri, tra cui c’è Giuliana – moglie di Sauro – per sottolineare ancora di più quanto è tipicamente made in italy anche la struttura di questa azienda, assolutamente familiare.
Chi è il front end commerciale e chi invece è nel dietro le quinte dell’amministrazione.
Una squadra così eterogenea e un ambiente così “confortevole” da un punto di vista artistico, da ospitare al suo interno anche un critico d’arte di fama nazionale come Nicola Micieli.

Una squadra frenetica in simbiosi col rumore furioso, costante, romantico delle macchine da stampa.